Inbound Marketing: gli 8 miti da sfatare

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1) “La nostra organizzazione non è pronta per l’inbound marketing”

Se la vostra organizzazione ha un sito web ed è presente sui social media, allora siete pronti per l’inbound marketing. Il primo passo da fare non è altro che imparare a conoscere i principali strumenti di cui si serve. E quale miglior occasione per apprenderli al nostro LAB Inbound marketing per il Non Profit.

2) “Ogni euro raccolto deve essere investito nella mission, non possiamo permetterci di investire nella tecnologia”

L’attenzione alla sostenibilità dell’organizzazione nel lungo periodo non può prescindere da un investimento in tecnologia. In particolare, investire in una tecnologia che permetta alla vostra organizzazione di mantenere una costante presenza online è fondamentale, in termini di efficienza, sia per raccogliere delle donazioni sia per attrarre un pubblico più giovane.

3) “Non saprei cosa scrivere su un blog”

Le organizzazioni non profit hanno un grande vantaggio: dispongono di una serie di storie coinvolgenti e motivanti di persone che supportano e difendono la loro mission da raccontare. Ed è questo genere di storytelling a costituire la chiave di volta per l’accrescimento del numero dei propri supporters.

4) “Noi facciamo due appelli all’anno: è su quelli che dobbiamo concentrare il nostro tempo e le nostre energie”

Le due cose non sono mutualmente esclusive: integrare i canali online con quelli offline può contribuire a raggiungere l’obiettivo che l’organizzazione si è posta in termini di raccolta fondi.

5) “Il CdA della nostra organizzazione non riconosce l’utilità dell’inbound marketing”

Se voi riconoscete l’importanza di avere una strategia di fundraising online, esponete al CdA della vostra organizzazione perché varrebbe la pena adottarla, magari sviluppando e presentando un piano che spieghi come gli strumenti dell’inbound marketing possano migliorare l’efficacia delle strategie di fundraising correntemente messe in campo.

6) “Siamo troppo impegnati per dedicare del tempo alla cura del nostro sito web e alla creazione di contenuti”

E allora perché non richiedere l’ausilio di volontari o di altri collaboratori per la creazione e la pubblicazione dei contenuti? Le responsabilità giornaliere e la mole di lavoro non sono una buona scusante per trascurare la strategia di comunicazione online della vostra organizzazione.

7) “I nostri donatori hanno un’età avanzata e non utilizzano gli strumenti del web”

Se questo è vero, un sondaggio tra i sostenitori dell’organizzazione può contribuire a far capire due cose: quanti anni hanno e quali social media utilizzano. A partire da questi dati può essere costruita una strategia o un piano d’azione volto a favorire il loro engagement online.

8) “Dobbiamo necessariamente costruire un piano esauriente e dettagliato prima di cominciare a fare qualcosa di nuovo e di diverso dal solito”

Correre rischi non è nella natura di molte organizzazioni, ma senza correre dei rischi non è possibile innovare né crescere. Monitorare costantemente il processo in modo da apprendere da ciò che non funziona e reiterare ciò che funziona è la strategia ottimale per buttarsi in qualcosa di nuovo senza avere paura di fallire.

 

 

Vuoi saperne di più?

Ti aspettiamo a Bologna il 15 novembre per il LAB Inbound Marketing per il Non Profit!

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