L’Osservatorio Donare 3.0 (Fondazione Rete del Dono e PayPal, con il supporto di Ipsos Doxa) è arrivato alla sua XII edizione, dal titolo: “Il dono che cambia le regole: comunità, territorio e governance“.
Un invito a guardare al dono non solo come risposta a un bisogno, ma come leva di trasformazione, capace di attivare persone, generare partecipazione e orientare scelte.
Il dono digitale in Italia: i dati 2025
Il quadro generale conferma un dono digitale ormai maturo: nel 2025 ha donato l‘81% degli italiani online e il crowdfunding ha raddoppiato la propria diffusione, passando dal 13% al 26% rispetto alla prima rilevazione. Cresce perché risponde a bisogni precisi del donatore contemporaneo: chiarezza dell’obiettivo, visibilità del traguardo, possibilità di seguire l’avanzamento. In altre parole, funziona perché rende la donazione meno astratta e più partecipata.
Ma un numero così alto non va dato per scontato, né letto come un risultato acquisito una volta per tutte. Ciò che tiene in piedi il trend nel tempo non è quante persone donano, ma quanto le organizzazioni riescono a costruire relazioni durature con la propria comunità. Il focus deve spostarsi quindi dall’acquisizione episodica alla cura della relazione.
La fiducia come filo conduttore tra dono e filantropia
Il report descrive la fiducia come il filo che tiene insieme chi dona, chi riceve e chi rende possibile il cambiamento. Fidarsi vuol dire riconoscere competenza, intenzione e responsabilità nell’altro, senza rinunciare alla verifica ma senza mai ridurre il dono ad un scambio contrattuale. È lo stesso spostamento che sta interessando la filantropia più strutturata: da pratica erogativa a vero e proprio spazio di collaborazione, dove istituzioni, enti, organizzazioni e cittadini condividono nuove premesse di azione comune.
Prossimità e territorio: i driver del dono
Su questo stesso terreno si colloca il tema della prossimità, intesa non solo come vicinanza geografica ma come appartenenza a una comunità fatta di vicinanza alla causa e legame con il territorio. Il grafico dei “driver del dono” lo conferma con chiarezza, mostrando che pesano di più il legame con il territorio in cui si vive e la vicinanza a temi ritenuti importanti rispetto alla sola notorietà dell’organizzazione. Lo confermano anche i dati di Rete del Dono, secondo cui il 61% delle campagne di crowdfunding ha una rilevanza e una ricaduta locale.
Online e offline però non si sostituiscono: si rafforzano a vicenda, come dimostra il valore del personal fundraising nel dare un volto al gesto digitale.
Paolo Venturi (AICCON): dalla prossimità alla comunità
È proprio su questo doppio significato della prossimità come causa vicina e come appartenenza, che Paolo Venturi (direttore di AICCON e della Fundraising School) costruisce le conclusioni del paper spingendo la riflessione oltre il dato: “la prossimità non è solo una condizione che favorisce il dono, è anche il suo prodotto”. Distingue tre livelli progressivi di relazione con la comunità: donare per la comunità, donare con la comunità, donare per fare comunità. È quest’ultimo il livello più significativo, quello in cui il dono non è più un atto a beneficio di un gruppo esterno, ma diventa il modo stesso in cui un “noi” si costruisce.
Tradotto in pratica operativa significa che chi fa raccolta fondi non deve limitarsi a comunicare una causa, ma progettare le condizioni perché attorno a quella causa nasca una comunità fatta di ambassador, personal fundraiser, eventi diffusi e relazioni che proseguono e si rafforzano oltre la singola donazione.
Il corso Community Fundraising
Costruire questo tipo di relazioni richiede però non solo intuito, ma anche metodo e competenze. Il corso Community Fundraising di The FundRaising School nasce proprio con questo obiettivo: fornire una metodologia chiara per costruire relazioni solide e durature con la propria comunità, trasformando il coinvolgimento delle persone in una leva concreta di sostenibilità per l’organizzazione.
Durante i tre appuntamenti in programma a settembre si approfondirà alcuni degli strumenti più diffusi e accessibili del community fundraising: il 5×1000, il crowdfunding e il personal fundraising, analizzandone caratteristiche, potenzialità e modalità di attivazione. Una delle giornate sarà invece interamente dedicata ai social media, con un focus su creazione di contenuti, strategie di engagement e utilizzo dei canali digitali per amplificare e rafforzare il legame con la propria comunità.
Calendario lezioni:
- 18 settembre – Kick-off online, 14:30–16:30
- 24 settembre – Bologna, 9:30–16:30
- 25 settembre – Bologna, 9:30–16:30
